Lui…

•26/11/2009 • Lascia un Commento

E mi volò negli occhi coi suoi candidi silenzi;

muto di parole,carico di sogni e gesti.

E mi volò negli occhi e coi suoi cieli immensi;

carico di sguardi, accanto al mare,

uomo di favole lontane.

E mi volò negli occhi facendomi tremare…

baciando le sue labbra,

ninfee di primavere,

giungevano nel cuore.SD

Africa…

•20/11/2009 • 6 Commenti

Notte d’africa

Dove il calore si sperde

E il bimbo vuole diventare grande.

Giorno d’africa

Caldo come è caldo il sole

Collane di mosce che danzano sul cuore.

Notte e Giorno…

L’africa si perde nel mondo…

Il bimbo non ha più la sua casa

La mamma col seno di mimosa

Veglia sul mondo con il suo fiocco rosa.

La pelle secca come una pergamena

Brilla nella luce della sera

E mamma e figlio sono una cosa sola

Fame nel mondo

Non è più un giro tondo.

Sonia Demurtas

Amando…

•04/11/2009 • 4 Commenti

Seguitemi, con passi di speranza,

vi amerò come la quercia ama la terra e come la terra ama l’acqua.

Devasterò i vostri sensi di tenebre accese…

sarò una luce che brilla nell’oscurità dei pensieri. SD

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Baluardo d’amore

•07/10/2009 • 1 Commento

He vivido de ti…

Que has vivido un tiempo

En mi alma

En un día de Obscuridad…

Me has seguido

Recubriendome de Tu luz…

Como el sol en un Campo de trigo,

baluarte de vida…

estendardo de prosperidad…

y yo…

loca de felicidad…

fuí vencida de tu amor.

Sonia Demurtas

Lui…

•05/10/2009 • 1 Commento

E mi volò negli occhi coi suoi candidi silenzi;

muto di parole,carico di sogni e gesti.

E mi volò negli occhi e coi suoi cieli immensi;

carico di sguardi, accanto al mare,

uomo di favole lontane.

E mi volò negli occhi facendomi tremare…

baciando le sue labbra,ninfee di primavere, brillavano nel cuore.SD

SD

Sarà…

•02/10/2009 • Lascia un Commento

Sarà del vivere trascoro

vano il ricordo che mi porto addosso…

sarà che dentro il vento della sera

ho ricordato invano la mia primavera?

eppure un tempo vissi di bei sogni!

ne avrò cura e ne porterò i ricordi.

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Agonia.

•01/10/2009 • Lascia un Commento

64e04c4dc3275f48948b2ca1adbb2542Tornerà mai la vita a farmi luce?

tornerà il sorriso e l’anima rapace.

Crebbi di lamenti e di tormenti

vissi di confusi eventi e accadimenti.

Pigolava sopra il tetto l’upupa in lamento…

mi diceva che la vita si spegneva in un momento.

Erano castelli le ombre e i mulinelli

mondi fatati

erano i miei sogni immacolati.

Se tornerà la luce disse il cuore mio:

“Tu portami a giocare insieme a Dio”.

Sonia Demurtas

edito in Voci di Conchiglia.

Anime in volo.

•29/09/2009 • Lascia un Commento

 

All’età di 20 anni avevo già intrapreso il mio cammino di donna, con le mie scelte consapevoli, il mio coraggio consapevole, la mia determinazione inconsapevole e tutto l’entusiasmo che la mia età poteva donare. Tutto potevo immaginare ancora nella vita, tranne l’incontro con il passato. Quando occhi tristi mi venne incontro il destino fu compiuto. Ci sono racconti che ti segnano per sempre la vita e per quanto tu li possa contemplare, amare, condividere, possono solo tracciarti la strada verso un cammino nuovo, vero, bello o brutto che sia; perché si cerca sempre di imparare dal passato… Almeno questo ci insegna la vita.

Occhi tristi era una donnina esile, occhi blu cobalto, pelle di luna, nonostante la sua tarda età… Sapendo chi ero, mi corse incontro, tenera e materna, fu in quel momento che mi parlò di se. Quasi ad esempio per la mia vita, oggi, un giorno, domani, adesso, chi lo sa!

Io vedova bianca, lei vedova nera, Io realtà… lei ricordo… ma entrambe sole, chi per fato, chi per punizione; Fu così che diventammo amiche… Lei una nonna, io una nipote. Mi raccontò del suo matrimonio, dei suoi sogni spezzati quando era appena una ragazzina… mi insegnò il senso del rispetto, quello Sacro, quello eterno… quello che è per tutta la vita. Il suo matrimonio si celebrò in tempo di guerra, un amore grande, travolgente, antico… dopo pochi mesi di felicità arrivò la chiamata alle armi, e lui partì a malincuore con un presagio cattivo che gli  tornava in mente, un incubo da scacciare via e farsi coraggio per dare coraggio a lei, l’amore suo.

Fino a quando era vicino tornava dal fronte e di tanto in tanto, correva dalla sua donna a cibarsi dei suoi baci a darsi conforto con le sue carezze; Poi un giorno partì lontano…fu trasferito nella bassa Calabria, la guerra lo chiamava a dovere, solo le lettere quando potevano partire legavano l’amore dei due sposini ed essendo Antonio ricco di sogni e di altruismo regalava a lei diademi di felicità raccontandole di quello che il futuro gli avrebbe donato una volta insieme. Nell’inverno i sogni si fecero deboli… eppure restava la speranza e la nuova partenza per la lontana Sicilia forse avrebbe portato fortuna; Venne il giorno, Antonio si imbarcò, era un giorno cupo e nero, luci di colpi da sparo vibravano in lontananza, la guerra incalzava, il mare era in tempesta, il suono delle bombe era sempre più vicino, rimbombava penetrante nelle anime di quei poveri soldati… poi un colpo sordo, una luce abbagliante, un solo attimo… la vita, il ricordo dell’amore, l’immagine di quella donna che a casa lo attendeva piangendo… l’acqua, il fuoco… le urla nella testa…un pianto sommesso dentro il petto, la morte che arriva, tremenda, infuocata, bagnata di mare, corrosa di fumo, impregnata di sangue…il respiro che manca, il cuore che trema… il buio sempre più vicino, poi il silenzio, lungo, continuo…eterno…e lei a casa, ancora a pregare, ancora a sognare… Sognare! di quale futuro adesso! Di quale sole domani! Di quale mare;

“Mio marito fu cibo per i pesci” questo mi disse lei piangendo. Lui, lui divenne un angelo in cielo e una croce sulla terra.

Ma pregare una croce che sotto non porta le spoglie di un uomo che male nel cuore che fa; Lui, che mai seppe, perché così presto se ne era andato, lui che mai vide…lui che mai potè  gioire… di avere coronato il suo sogno. Mai tra le mani sue giunse quella lettera… Erano poche le parole scritte, ma dolcissime…e custodivano tutto…tutto il futuro, tutta la vita… tutti i sogni… in cui Lei dolcemente gli diceva: “Amore mio grande, Amore mio immenso, aspettiamo un bambino”, questo diceva quel foglio, una lettera d’amore intrisa dell’amore stesso… ma questo Lui non lo seppe mai…

Piansi quella notte… il racconto di occhi tristi mi strinse il cuore…

Per 60 anni lei fu fedele al loro matrimonio, mai più amò, perché mai più avrebbe saputo amare. Incatenata all’ancora di quella nave restò la vita sua…

continuò a scrivere lettere piene d’amore per tutta la vita… senza mai avere una risposta, eppure sapeva benissimo che non la poteva avere.

Nasconde la verità la guerra…e lo fa per sempre.

Questa è la storia di un amore antico, ucciso dalla guerra, mangiato dai pesci, cresciuto nel grembo di una donna e mai più dimenticato.

 Sonia Demurtas

edito in Riflessi di luna.

Dicono di ME.

•29/09/2009 • Lascia un Commento

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Dicono di me che scrivo triste…

Che la malinconia mi assale

e non mi  lascia andare

Che mi annuvolo come il cielo

Che di luna è il mio pensiero.

Dicono di me che piango molto…

Che di lacrime è impregnato il mio ricordo…

Che di sogni inondo le persone,

Che di labbra e baci vesto le parole.

Dicono di me che l’erba voglio…

Che ho diretto la mia barca su uno scoglio

Che di rima si è imbiancata la mia vita

Che d’amore so incendiare la ferita.

Sonia Demurtas

Edito in Voci di Conchiglia                                                                                                                                                                                                  

                                                                                

Abbandono

•29/09/2009 • Lascia un Commento

 

Anziana di stelle

Secolare di ulivi e cipressi

Fu il fato gramo dell’attesa a ferirti?

Lontananza giunse…

In pergamena avvolta la tristezza

Sperai funesto spirito inumano

D’amore essere colta in fato bramo

“è donzelletta docile l’amore?”

Lupo di mare colse il suo bagliore…

Splendeva come stella di rugiada

L’amore la feriva e se ne andava.

Sonia Demurtas